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La Marina Militare Italiana ha una grande tradizione nel campo delle operazione offensive subacquee . Durante al Seconda G.M., operatori  altamente addestrati , a bordo di  siluri a lenta corsa ,o di barchini esplosivi  , o in alcuni casi  a nuoto, hanno ottenuto grandi successi , affondando, o rendendo inutilizzabili grazie alle loro ardite operazioni  circa  200 mila tonnellate di naviglio nemico, du ci 72.000 t. di navi da guerra ( 2 corazzate ed altre unità minori). Se si considera che questi affondamenti rappresentano il 38% di tutte le perdite inflitte al nemico durante tutta la guerra  dalla marina, e che i reparti di incursori ammontavano a   qualche centinaio  di unità ,  si può considerare che i risultati ottenuti furono davvero eccellenti.

La nostra marina quindi nel dopoguerra , ha fatto tesoro di questa eredità, istituendo il Comsubin e al suo interno il GOS (ex G.O.I.). Questi reparti sono stati utilizzati  in più occasioni per intervenire contro  minacce  asimetriche portate , pere es. ,da terroristi .

i Smg. classe U212A  nella loro dottrina di impiego, supportano anche l’attività degli incursori. Grazie alla loro caratteristiche ,sono capaci di  raccogliere, attraverso i loro sensori, preziose informazioni e di intervenire in modo occulto per rilasciare  o recuperare operatori incursori o fanti di marina

Naturalmente questo puo’ avvenire anche in condizioni meteomarine avverse come ho ipotizzato nel mio dipinto.

foglio d’album – sbarco di operatori San Marco da un SMG U212 – acquerello
acquerello – studio del dipinto