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Mostra estemporanea a Roma presso il Circolo Ufficiali di Marina il 16 e 17 marzo 2024

Per la mia mostra del 2022 a Roma avevo preparato anche un percorso di visita virtuale della mostra . La cosa è stata apprezzata, pertanto, preparando il nuovo evento ho pensato  di riproporre la fruizione della  mostra in modo virtuale per coloro che , pur interessati non potranno visitarla.

Come in passato darò  un ordine cronologico di quando si svolsero gli eventi. Ne scaturisce, senza naturalmente essere esaustiva, una  piccola storia di  navi e uomini , che partendo dalla fine dell’ultimo conflitto  mondiale ,  arrivando ai  giorni attuali.

Il titolo della mostra , come molti avranno già capito, è ripreso dall’ultimo verso della preghiera del marinaio del poeta Antonio Fogazzaro ,che viene letta sulle navi in occasione dell’ammaina bandiera. Una frase che ben identifica e riassume la missione della Marina : quella di proteggere sul mare gli interessi del Paese.

 

1)  9/settembre 1943 La corazzata ROMA verso il suo destino (acquerello  cm 36X51)

E’ una bella e tiepida  mattina di settembre che contrasta con l’angoscia che provano gli equipaggi delle navi italiane che hanno l’ordine di consegnarsi  al nemico , dopo averlo  fieramente combattuto per più di tre anni.

 

Sulla nave tra gli altri ci sono 14 giovani ufficiali del corso “squali” . Nel libro ” gli squali raccontano vi sono le loro testimonianze che ci fanno rivivere l’ineluttabile tragica fine della nave, che si trova a combattere una minaccia imprevedibile :una enorme bomba- razzo teleguidata, sganciata sulla sua verticale da aerei che volano oltre la gittata dei cannoni contraerei.

2) L’inizio della fine  ( acquerello cm 18X26)

L’inizio della fine –

Tre ondate di bombardieri tedeschi” Dornier Do217 K2″ ( per un totale di 28 aerei)  si abbattono sulla nostra flotta. Ogni aereo porta sotto l’ala sinistra una bomba pesante altre una tonnellata e mezza: la bomba Friz X , un’arma segreta . Si tratta di una bomba-razzo che può essere telecomandata dall’aereo che la sgancia, sul bersaglio . Ha una codetta luminescente che facilita l’operatore che dall’aereo la guida. I tesdeschi dopo averla a lungo sperimentata, la stanno usando per la prima volta.

Potete seguire il racconto utilizzando questo link: https://www.sandroferuglio.com/navi-militari/gli-squali-raccontano/ 

 

3) Vittorio Veneto ( acquerello cm 31X41)

Finita la guerra si apre la difficile fase della ricostruzione, e la Marina si trova con il  problema di rimodernare la flotta che nell’immediato dopoguerra è ancora formata dalle vecchie navi sopravissute al conflitto. Ma si gettano de basi per creare la nuova marina , con i progetti   ( metà anni ’50)  dei cacciatorpedinieri  classe Indomito, poi la classe Impavido e degli incrociatori  classe Doria con missili e elicotteri imbarcati  entrati in squadra a metà degli anni ’60. Dall’esperienza di questi due incrociatori portaelicotteri nasce il progetto di una nave più grande con una componente elicotteristica più importante : il Vittorio Veneto

Incrociatore portaelicotteri Vittorio Veneto ai tempi dell’operazione ” Marittime Guard” 1993

La nave sara’ la nuova nave ammiraglia della flotta dal 1969 al 1987, quando la nave ammiraglia divenne la portaereomobili Garibaldi.

Entrata in servizio il 31/10/1969 la nave ha svolto una lunga attività operativa.

Servizio ( fonte Wikipedia)

Dopo appena un anno di servizio e di messa a punto, la nave partì per una lunga crociera addestrativa tenutasi fra il 25 aprile e il 23 agosto 1970 in nord Atlantico, toccando diversi porti americani ed europei.

Nel corso della sua attività l’incrociatore Vittorio Veneto ha partecipato a numerosissime esercitazioni nazionali ed internazionali, svolgendo sempre la funzione di nave comando di gruppi di scorta a unità portaerei o di convogli complessi.

Nel 1972, fra il 16 agosto e il 29 ottobre, accompagnato da due fregate della classe Bergamini, prese parte ad una lunga campagna addestrativa nel Sud America.

Nell’inverno e nella primavera del 1973 il Vittorio Veneto ha partecipato con l’Andrea Doria e il 3º Gruppo elicotteri al soccorso delle popolazioni colpite dalle alluvioni in Tunisia. Più tardi prese parte alle operazioni di soccorso delle popolazioni nazionali colpite dai terremoti del Friuli nel 1976 e dell’Irpinia nel 1980.

Nel 1978 il Vittorio Veneto fu impiegato nella crociera di addestramento estiva degli allievi del secondo anno dell’Accademia di Livorno in sostituzione del San Giorgio, fermo ai lavori, dopo che crociera addestrativa del 1977 aveva messo a dura prova le strutture della nave che durante la navigazione nell’Oceano Indiano era stata investita dai monsoni. Per l’occasione l’hangar del Vittorio Veneto fu attrezzato come dormitorio per gli allievi.

Fra il 7 luglio e il 20 agosto del 1979 il Vittorio Veneto, con l’incrociatore Andrea Doria e con il rifornitore di squadra Stromboli, ha costituito l’VIII Gruppo navale che nelle acque del Golfo di Thailandia e nel Mar Cinese Meridionale ha incrociato in soccorso dei “boatpeople. Il Gruppo navale soccorse e portò in Italia al rientro a Venezia circa un migliaio di profughi vietnamiti che fuggivano dal loro paese

Nel febbraio del 1984, nel corso del primo impiego di truppe italiane al di fuori del confini nazionali dalla fine della seconda guerra mondiale il Vittorio Veneto, sotto l’egida dell’O.N.U., partecipò alla seconda fase della operazione “Libano Due”, scortando i convogli da e per l’Italia e garantendo l’appoggio e la copertura dei contingenti nazionali schierati a Beirut.

Nel febbraio del 1985 ha ospitato il presidente della Repubblica Pertini in visita ufficiale in Egitto.

All’inizio di ottobre del 1985 il Vittorio Veneto prese parte all’Operazione Margherita per ombreggiare il transatlantico Achille Lauro sequestrato da terroristi palestinesi. L’operazione fu coordinata proprio dal Vittorio Veneto e in tale occasione sull’unità navale furono imbarcati incursori paracadutisti del COMSUBIN.

Con l’entrata in servizio del nuovo incrociatore portaeromobili Giuseppe Garibaldi, avvenuta il 30 settembre del 1985, il Vittorio Veneto ha perso il ruolo di nave ammiraglia ma non ha smesso di ricoprire ruoli importanti, partecipando attivamente a tutte le più importanti esercitazioni nazionali ed internazionali.

Nel corso dell’operazione Ibis tra l’11 dicembre 1992 e il 14 aprile 1993, il Vittorio Veneto ha operato come nave comando del 24º Gruppo navale composto anche dalla fregata Grecale, il rifornitore di squadra Vesuvio e le navi da sbarco San Giorgio e San Marco con gli uomini del Battaglione “San Marco”.

 

Dal 20 aprile all’8 settembre del 1993 il Vittorio Veneto è stata Nave Sede Comando dello STANAVFORMED, la forza navale permanente nel Mediterraneo della N.A.T.O., nell’operazione “Marittime Guard” in Adriatico per operazioni di controllo in seguito al susseguirsi degli avvenimenti nella ex Iugoslavia e per costituire una prima cinta difensiva antiaerei al territorio nazionale.

Dal 14 al 27 aprile 1997, in qualità di sede di comando del XXVIII Gruppo navale, prese parte all’operazione Alba. Nel corso della missione, il 22 aprile si arenò sulle coste dell’Albania, di fronte al porto di Valona, senza riportare particolari danni, ma con un danno d’immagine per la Marina Militare Italiana: quella notte, a causa del forte vento levatosi, le ancore iniziarono ad arare il fondo, si tentò di mettere in pressione le macchine per manovrare, ma dalle griglie sotto lo scafo i condensatori aspirarono sabbia, entrando in avaria. La nave era l’ammiraglia dell’operazione in corso, e stava trasportando truppe e mezzi da sbarcare in Albania, nell’ambito dell’Operazione Alba. La nave fu disincagliata alcuni giorni dopo da unità da rimorchio della Marina Militare, giunte in soccorso dal porto militare di Taranto. In seguito all’incidente il comandante dell’unità capitano di vascello Vincenzo De Fanis ha chiesto e ottenuto di essere sostituito, tre mesi prima della scadenza prevista. Il suo successore è stato il pari grado Giuseppe De Giorgi, già aiutante di bandiera dell’ammiraglio Mariani nel Golfo Persico nell’Operazione Golfo 1 e figlio dell’ammiraglio Gino De Giorgi che in qualità di capo di stato maggiore della Marina (1973 – 77) aveva pubblicato nel novembre 1973 un documento noto “Libro Bianco della Marina”che di lì a qualche anno avrebbe portato alla Legge navale del 1975 che fu il presupposto di un sostanziale ammodernamento della flotta della Marina Militare.

L’Operazione Alba fu anche l’ultima missione operativa del Vittorio Veneto, che da quel momento in poi ha svolto solo missioni di rappresentanza e campagne addestrative per gli Allievi della seconda classe dell’Accademia navale di Livorno e per gli allievi marescialli della Scuola sottufficiali di Taranto

Il 9 settembre 2003 la nave ha ospitato il Presidente della Repubblica Ciampi in occasione della commemorazione del 60º anniversario dell’affondamento della corazzata Roma.

La nave non è stata più operativa dal 1º novembre 2003, a circa un mese dal rientro dall’ultima campagna addestrativa per Allievi Marescialli, avvenuto il 12 ottobre 2003, quando è stata ritirata dal servizio attivo e posta in riserva anche a causa dei crescenti costi e dell’obsolescenza strutturale in generale e dell’apparato motore in particolare.

 

4) Portaerei  STOVL “G. Garibaldi ” ( C551)  (olio su tela cm 50×70)

operazione Majestic Eagle ,2004

Leggete la genesi di questa immagine  cliccando il Link:https://www.sandroferuglio.com/navi-militari/portaerei-gari/

Inoltre c’è una piccola curiosità da aggiungere : in quel periodo al comando del Garibaldi , c’era ( l’allora) il CV  Giuseppe Cavo DRAGONE ( come risulta dalla biografia pubblicata sul sito della Marina) attualmente Capo di Stato Maggiore della Difesa.

 

5) ANDREA DORIA (D553) (Olio su cartone telato cm. 50×70)

Operazione Ocean Shield, nave Doria sventa un attacco di pirati

Richiama l’articolo pubblicato sul mio sito cliccando sul link:https://www.sandroferuglio.com/navi-militari/nave-andrea-doria-operazione-ocean-shield-2011/ 

 

6) Coming Home (tornando a casa) (acquerello cm 31X41)

 

Tornando a casa – appontaggio di un  AV8 B   Harrier IIPlus

l’AV8B Harrier II Plus è il velivolo che è imbarcato sulle nostre attuali 2 portaerei

Nel febbraio del 1995, la componente V/STOL imbarcata sulla portaeromobili Garibaldi ebbe il suo primo impegno operativo reale: la partecipazione all’operazione “United Shield” in Somalia. Tre AV-8B PlusPlus compirono numerose missioni di ricognizione e supporto allo sbarco anfibio dei Marine Americani e del Reggimento San Marco. Il 28 giugno 1996 il Gruppo Aerei Imbarcati ricevette la bandiera di guerra donatale dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Andria.

Da marzo a giugno del 1997 il gruppo partecipava all’operazione Alba Neo (Albania Non Combat Evacuation Operation) con velivoli armati che giornalmente decollavano su allarme (scramble) dalla base aerea di Grottaglie.

Da aprile a giugno 1999, i Lupi della componente V/STOL imbarcata sulla portaeromobili Garibaldi impiegavano per la prima volta gli armamenti in dotazione partecipando all’intervento NATO in Kosovo nel corso dell’operazione multinazionale Allied Force.

Da novembre 2001 a marzo 2002 il Gruppo partecipava all’operazione multinazionale Enduring Freedom lanciati dal Garibaldi dislocato nell’Oceano Indiano. I Lupi effettuavano un totale di 800 ore di volo in missioni di combattimento.

Da agosto a ottobre 2006, il Gruppo partecipava all’operazione Leonte in Libano, effettuando missioni di ricognizione sul traffico mercantile da e per le coste libanesi.

La componente V/STOL con lo stesso tipo di velivolo è imbarcata anche sulla portaeromobili Cavour (C 550), varata nel 2004 e in servizio dal 2009.

AV8b della Marina Militare (Foto Archivio Marina Militare)

 

 

 

7) SMG U212A  Esercitazione di recupero di un operatore subacqueo – incursore ( olio su tela cm 50X70

esercitazioni di recupero di un operatore subacqueo – incursore- olio su tela cm.50×70

La Marina Militare Italiana ha una grande tradizione nel campo delle operazione offensive subacquee . Durante al Seconda G.M., operatori  altamente addestrati , a bordo di  siluri a lenta corsa ,o di barchini esplosivi  , o in alcuni casi  a nuoto, hanno ottenuto grandi successi , affondando, o rendendo inutilizzabili grazie alle loro ardite operazioni  circa  200 mila tonnellate di naviglio nemico, du ci 72.000 t. di navi da guerra ( 2 corazzate ed altre unità minori). Se si considera che questi affondamenti rappresentano il 38% di tutte le perdite inflitte al nemico durante tutta la guerra  dalla marina, e che i reparti di incursori ammontavano a   qualche centinaio  di unità ,  si può considerare che i risultati ottenuti furono davvero eccellenti.

La nostra marina quindi nel dopoguerra , ha fatto tesoro di questa eredità, istituendo il Comsubin e al suo interno il GOS (ex G.O.I.). Questi reparti sono stati utilizzati  in più occasioni per intervenire contro  minacce  asimetriche portate , pere es. ,da terroristi .

i Smg. classe U212A  nella loro dottrina di impiego, supportano anche l’attività degli incursori. Grazie alla loro caratteristiche ,sono capaci di  raccogliere, attraverso i loro sensori, preziose informazioni e di intervenire in modo occulto per rilasciare  o recuperare operatori incursori o fanti di marina

Naturalmente questo puo’ avvenire anche in condizioni meteomarine avverse come ho ipotizzato nel mio dipinto.

Esercitazioni di sbarco operatori da un SMG U212A – foglio d’album

Questo è un mio foglio d’album del 2016  , mentre l’acquerello qui sotto è un’ulteriore elaborazione del tema.

Sandro Feruglio Pittore di Marina – questo acquerello non viene esposto

 

 

8) TRIESTE (L9890)- Uscendo da un piovasco ( Acquerello cm . 31×41)
Uscendo da un piovasco – nave di attacco anfibio ” Trieste”

Descrizione dell’unita‘ ( fonte wikipedia)

Facente parte delle unità previste con la legge navale 2014-2015, la nuova nave anfibia multiruolo/multifunzione ha un dislocamento a pieno carico di circa 38 000 tonnellate e una lunghezza, fuori tutto, di circa 245 metri, detenendo così il titolo di unità più grande della flotta. Il progetto innovativo si rifà allo stile adottato anche dalle portaerei britanniche classe Queen Elizabeth. Infatti presenta due isole distinte, la prima (quella a proravia) per la navigazione, la seconda (a poppavia) per la gestione e il controllo delle operazioni di volo. Questo assetto ha una triplice funzione, garantendo infatti un maggior raggio visivo, più spazio sul ponte di volo e anche una gestione più fluida ed efficiente delle varie attività.

Il ponte di volo ha una lunghezza di 230 metri e una larghezza di 36 metri, con un totale di 9 punti per mezzi aerei. È dotato di due elevatori per aeromobili (15 m x 15 m) con una portata massima di 42 tonnellate.

Secondo i dati dichiarati, la nave è dotata di un bacino di sbarco allagabile al di sotto dell’aviorimessa, che consente di utilizzare mezzi anfibi tipo LCM (Landing Craft Mechanized), gommoni a scafo rigido (RHIB), aeroscafi LCAC (noti comunemente come hovercraft), L-CAC e i più innovativi mezzi da sbarco anfibio rapido (L-CAT) in dotazione alle marine NATO ed europee. A differenza della portaeromobili Cavour, che ha un’unica aviorimessa riconfigurabile in ponte veicoli non allagabile, questa unità dispone, al di sotto del ponte di volo, di due ulteriori ponti, di cui uno è un’aviorimessa di 2 300 m² (e 530 metri lineari di corsia per parcheggio mezzi) con paratie rimovibili come nel Cavour (in modo da raggiungere i 2 600 m²), collegata a un ponte inferiore di 2 200 m², diviso in un’autorimessa da 700 m² con 253 metri lineari per parcheggio mezzi e in un bacino allagabile (55 m x 15 m), dimensionato per l’ingresso di 4 LCM-1E o 1 LCAC.

Come il Cavour e il Giuseppe Garibaldi, anche il Trieste, sul ponte di volo, è dotato di trampolino di lancio inclinato (ski-jump) per facilitare il decollo degli aerei STOVL F-35B, come riportato anche nella scheda tecnica, mantenendo una capacità aerea secondaria da utilizzare in caso di necessità qualora il Cavour non fosse disponibile

Il gruppo motore ha due assi con eliche pentapala a passo variabile e due timoni compensati a spada, due pinne stabilizzatrici retrattili, due eliche di manovra prodiere e un’elica di manovra poppiera intubate, che garantiscono una maggiore manovrabilità in spazi ristretti rispetto alla sola accoppiata timoni/eliche.

Il taglio della prima lamiera è avvenuto il 12 luglio 2017 nello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia, mentre, poco più di 7 mesi dopo, il 20 febbraio 2018, ha avuto luogo l’impostazione della chiglia sullo  del cantiere navale stabiese, dando il via alla costruzione della nave.

Essa è stata  e contemporaneamente battezzata il 25 maggio 2019, alla cerimonia cui ha fatto da madrina la figlia Quindi trasferita a La Spezia per il completamento degli allestimenti. La fase di costruzione ha coinvolto più di 300 operatori, mentre la fase installativa e di completamento dovrebbero impegnare 800 persone.

Il 12 agosto 2021 è avvenuta la prima prova in mare, al largo di La Spezia. Tre i cantieri di Fincantieri coinvolti: lo scafo è stato realizzato a Castellamare di Stabia, l’allestimento invece è opera di quello di Muggiano e infine a Palermo sono toccate le operazioni di carena.

Si prevede che la nave d’assalto anfibio Trieste entri in servizio nella primavera del 2024, andando a sostituire il Giuseppe Garibaldi e forse una delle tre navi da sbarco della classe San Giorgio.

9) Nave scuola Vespucci nell’oceano australe ( al chiaro di luna) olio su tela cm 50X70

navigazione al chiaro di luna

Nave Vespucci non è nuovo a lunghe navigazioni intorno al mondo, a 20  anno dall’ultimo giro del mondo Nave Vespucci ,è partito, nel luglio del 2023  per un novo giro del Mondo.

Il programma che potrete ottenere scaricando la ” brochure” che la marina ha predisposto dal link: https://www.marinamilitare-sportswear.com/media/pdf/MM_Tour_mondiale_A_Vespucci_2023-low.pdf  elenca le tappe di questo lungo viaggi che , partito  nel luglio scorso, terminerà nel  febbraio del 2025. dopo aver toccato 30 porti in 5 continenti e aver attraversato tre oceani.

Il ritratto della Nave Scuola è uno dei miei temi preferiti lo dimostrano i numerose acquerelli e dipinti a olio che ho prodotto. qui il tema è svolto in un notturno dove la luna sbuca da nuvole  minacciose  e illumina d’argento in un mare già formato  sotto un vento della pampa Argentina.

 

 

10) Dopo il rifornimento – CT Andrea Doria e, sullo sfondo Nave Vesuvio) acquerello cm 26×36

Dopo il rifornimento – Nave A. Doria – Nave Vesuvio

Il rifornimento in mare: si tratta di un’operazione delicata, operazione potenzialmente molto pericolosa, che deve essere effettuata anche con condizioni meteorologiche avverse, che richiede elevata preparazione professionale e affiatamento da parte dei team dei rispettivi equipaggi.

I due equipaggi mettono in atto le consolidate procedure operative che consentono di agire in sintonia comunicando prevalentemente con segnali visivi e luminosi.  In pochi secondi vengono trasferiti diversi metri cubi di cherosene in piena sicurezza ed altri materiali

L’addestramento degli equipaggi su questa procedura e continuo e costante, trattandosi di un’operazione inprescindibile.

Nave Andrea Doria (D 553) ( classe Orizzonte)

La nave fa parte della classe “Orizzonte” ed è progettata per servire un vasto ventaglio di missioni, comprese operazioni ad alta intensità, tutte con equipaggio ridotto. I cacciatorpedinieri  “Horizon” sono navi da combattimento di prima linea con una forte capacità distintiva: la guerra antiaerea, nota anche come difesa aerea.  Le prerogative delle navi sono quindi il controllo dello spazio aereo sull’area delle operazioni, il comando e il controllo della difesa aerea e la copertura antiaerea per gruppi di portaerei e convogli. I caccia “Horizon” forniscono protezione contro minacce ad alta intensità e attacchi di missili anti-nave. Contribuiscono inoltre al controllo aereo e marittimo durante le operazioni militari fornendo il comando della difesa aerea e il controllo delle forze alleate. Possono anche partecipare a missioni di servizio pubblico. ( fonte Wikipedia)

 Nave rifornimento Vesuvio  ( A 5329)( classe Stromboli)

Nave Vesuvio è la seconda unità della classe Stromboli. La costruzione è avvenuta negli stabilimenti del Muggiano presso La Spezia e l’unità, contraddistinta dalla matricola A 5329. la nave, varata il 4 giugno 1977 , è stata consegnata alla Marina Militare il 31 ottobre 1978.

La nave, come l’unità gemella Stromboli ha assolto il compito di rifornimento di combustibile e materiali vari, incluso viveri, a gruppi operativi di unità navali utilizzando un sistema di rifornimento in mare compatibile sia con le unità navali della Marina Militare che con gli standard della NATO e di numerose altre marine militari.

Dopo oltre quattro decenni di servizio la nave è andata in disarmo l’11 ottobre 2023.(fonte Wikipedia)

 

11) Pattugliatore d’altura (PPA)  Paolo Thaon di Revel (P430) acquerello cm 26×36

Sandro Feruglio – Pittore di Marina PPA Paolo Thaon di Revel (P430)

 

Nave Paolo Thaon di Revel è il primo dei sette Pattugliatori Polivalenti d’Altura che rientrano nel piano di rinnovamento delle linee operative delle unità navali della Marina Militare.

L’unità è stata costruita presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (SP); la configurazione di sistema di combattimento è di tipo “light” e la nave risulta altamente flessibile e modulabile, con capacità di assolvere a molteplici compiti che vanno dal pattugliamento ed il soccorso in mare alle operazioni di Protezione Civile.

Il pattugliatore presenta una doppia prora sfalsata, simile al rostro delle antiche navi romane, soluzione ingegneristica che permette all’unità una riduzione della formazione ondosa e la riduzione del consumo di carburante, aumentandone la velocità massima (32 nodi).

L’innovazione e l’unicità della nave è dettata dall’architettura della plancia che permette un’ampia visione nel corso della condotta della stessa. Elemento caratteristico della nave è il Naval Cockpit, sistema di concezione italiana ed unico nel suo genere: esso è in grado di far condurre la nave a due soli operatori (PILOTA e COPILOTA) sia dal punto di vista della Piattaforma e della Navigazione, sia dal punto della condotta dello operazioni fino all’uso delle armi.  Fonte:(Ministero della Difesa Marina Militare)

12) Schermo antiaereo ( lancio di un missile ASTER) acquerello cm 26×36

Una visione artistica che immagina  una scorta antiaerea ad una Nave di Assalto Anfibio, da parte di una Fregata FREMM e di un PPA, naturalmente come in molti miei dipinti, a complicare le cose ci si mette anche il mare…

Due navi di uno schermo antiaereo, lanciano le loro armi – acquerello cm 26X36