L’incrociatore corazzato ” VARESE” 1901- 1923

L’incrociatore corazzato ” VARESE” 1901- 1923

 

L’Incrociatore Corazzato Varese durante la guerra Italo-Turca, nel 1911- acquerello cm 35X50- collezione privata

 

 

 

Il Varese fu un incrociatore corazzato della Regia Marina appartenente alla classe Garibaldi, così denominato in memoria del successo ottenuto dai Cacciatori delle Alpi nella battaglia di Varese, durante la seconda guerra d’indipendenza italiana. Fu costruito presso i Cantieri Orlando di Livorno. (1)

La classe GARIBALDI

” La Marina Italiana ha ritenuto sempre necessario , per motivi strategici, che le proprie navi , in particolare le maggiori,fossero più veloci delle corrispondenti unità straniere. Negli anni Novanta ( dell’ottocento), il riferimento comparativo era rivolto alle unità francesi ed austriache, considerate tra le potenziali future avversarie. Questo motivo , assieme a diversi altri ( non ultimo quello di croniche ristrettezze di bilancio), portò la Regia Marina a costruire navi che , pur essendo definite corazzate, erano in realtà dei grandi incrociatori. Fu appunto il caso delle Italia, delle Sardegna, delle Benedetto Brin, delle Vittorio Emanuele che si allinearono a fianco delle vere e proprie corazzate quali furono , nel tempo, le  Duilio, le Ruggiero di Lauria, le Emanuele Filiberto.  Con questa visione tecnico-operativa fu ovvio che la Marina Italiana guardasse con molto interesse agli incrociatori corazzati. Non appena gli studi su questo tipo di nave raggiunsero un certo livello di sviluppo, la Regia Marina cercò di averne in squadra alcune del tipo più potente, cioè di quelle che si riteneva potessero avere la possibilità di contrastare le corazzate, specie grazie alla loro superiore velocità.” (2)

L’elaborazione del progetto fu affidata al generale del Genio Navale Edoardo Masdea che su indicazione di Benedetto Brin ( all’epoca ancora Ministro della Marina) rielaborò il progetto degli incrociatori corazzati classe Vettor Pisani tenendo conto di alcune caratteristiche delle corazzate classe Emanuele Filiberto. tenendo conto dei suggerimenti tecnici della società Ansaldo proprietaria dei cantieri ai quali venne affidata la prima unità. I concetti su cui si sviluppò i progetto furono:

- Versatilità nell’utilizzo assolvendo i compiti dell’incrociatore corazzato e quelli dell’unità di linea.

- Possibilità di utilizzo in missioni autonome grazie al forte armamento.

- Possibilità di reggere il confronto con unità  maggiori disponendo di forte armamento e velocità superiore a quella delle corazzate del tempo.

“A progetto completato risultò che il nuovo tipo , rispetto ai Vettor Pisani richiedeva un aumento di circa 1.000 tonnellate di dislocamento in rapporto agli aumenti previsti di armamento, protezione e velocità. Fu un risultato brillante in quanto con sole 7.300 ton. circa si riuscì a costruire un’unità armata con : – un pezzo da 254, 2 pezzi da 203, 14 cannoni da 152 e altri minori Il tutto adeguatamente protetto e con velocità nell’ordine dei 20 nodi.” (2)

Nel 1893 La Marina Italiana ordinò le prime due unità: la prima fu impostata nel cantiere Ansaldo di Genova ( Giuseppe Garibaldi), la seconda in quello Orlando di Livorno (Varese). In quegli anni uno dei maggiori azionisti dell’Ansaldo,  Ferdinando Maria Perrone , viveva a Buenos Aires e , approfittando della crisi che era scoppiata tra Cile e Argentina, riuscì a vendere le navi in costruzione, facendole cedere dalla Regia Marina a quella Argentina. Quindi le unità vennero rinominate General Garibaldi e General San Martin. Quindi altre due navi vennero impostate per la Marina Italiana, ma anche queste, vennero vendute mentre si trovavano in costruzione sullo scalo: la prima alla Spagna che la ribattezzò Cristobal Colon e la seconda ancora all’Argentina che la chiamò General Belgrano. Anche la quinta unità della serie venne acquistata dagli Argentini che la chiamarono General Pueyrredon.

Finalmente nel 1898, la Regia Marina riuscì a includere nei propri ranghi gli incrociatori da tempo ordinati: Il Giuseppe Garibaldi venne costruito a Sestri Ponente, Il Varese a Livorno e la terza unità della classe Il Francesco Ferruccio, a Venezia.

il Varese venne varato il 6 Agosto 1899

R.N. Varese il giorno del varo

” Nel 1902 altri due incrociatori, il Rivadavia e il Moreno furono impostati per l’Argentina, ma furono da quest’ultima venduti al Giappone , in occasione della guerra russo-giapponese e per molti anni portarono la bandiera del Sol Levante con i nomi di Kasuga e Nishin.“(2)

Furono quindi costruite  in tutto 10 unità della classe Garibaldi: un vero primato per le costruzioni navali in Italia, eguagliato solo recentemente con la costruzione di 10 fregate della classe FREMM che si possono paragonare per dislocamento e dimensioni alla classe di incrociatori “Garibaldi

 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE

Scafo e sovrastrutture

“Lo scafo delle GARIBALDI era a ponte continuo, con la prua dallo sperone molto pronunciato e poppa arrotondata con timone semicompensato. Tra il ponte corazzato e quello di coperta vi erano il ponte di corridoio e quello di batteria: la nave aveva così un bordo libero piuttosto alto per tutta la lunghezza dello scafo. Il cavallino era minimo a prora e a poppa e la sezione maestra molto arrotondata. Il rapporto lunghezza/larghezza era molto alto con benefici effetti per la stabilità sia in navigazione sia come piattaforma di tiro.

Le sovrastrutture erano quasi simmetriche con due castelli, uno avanti ed uno addietro , collegati tra loro da una tuga. Sul castello anteriore era eretta la torre di comando, dalla tuga si alzavano due fumaioli a sezione circolare e perfettamente simmetrici rispetto all’unico albero sistemato a centro nave. questo tipo di architettura generale fu mutuato dalle corazzate della classe  Emanuele Filiberto dove esso si era manifestato soddisfaciente, infatti esso riduceva al minimo essenziale le sovrastrutture , il che , per navi dal bordo libero piuttosto alto , era importante poichè, oltre a ridurre il bersaglio presentato al nemico , diminuivano i pesi in alto.

Tra le varie unità della classe esistevano differenze sia estetiche che di armamento e di altre caratteristiche , che si accentuarono nel tempo per le modifiche che vennero apportate.” (2)

Apparato motore

L’apparato motore dei ” Garibaldi”, consisteva in 2 motrici alternative verticali a triplice espansione alimentate dal vapore prodotto da 24 caldaie. Secondo la produzione e la destinazione delle navi furono montate diversi tipi di macchine  e di caldaie ( Ansaldo, Hawthorn Guppy, Orlando, Belleville, Niclausse). Le motrici attraverso due assi fornivano il movimento a due eliche di bronzo dotate di pale smontabili.

La velocità delle navi appartenenti alla classe, risulto alle prove di poco inferiore ai 20 nodi. La velocità più alta fu quella del ” Varese”, le sue macchine sviluppavano una potenza di 13.885 HP, con il sup dislocamento di 7.617 ton. raggiungeva la velocità di 20 nodi

 

Storia della nave 

L’incrociatore corazzato “Varese” entrò in linea il 5 aprile 1901 .

Regia Nave “VARESE” – 1901

21/4/1901 la nave partecipa alla rivista navale francese che ospita diverse personalità italiane e alcune navi di linea.

Nave Varese alla rivista navale francese tenutasi a Tolone nel Aprile del 1901

Il 13 agosto 1901, salpò da Napoli per trasportare  la salma di Francesco Crispi ( morto due giorni prima a Napoli) , a Palermo su  città natale, dove verranno eseguite le esequie (comandante, capitano di vascello Ignazio Cairola) ( fonte Marina Militare)

Le sue prime attività importanti constarono in brevi missioni ad Algeri (settembre 1903) e a Barcellona (aprile 1904).(1)

R.N. VARESE in partenza da La Spezia – 1904

1904- R.N. Varese in partenza da La Spezia per una crociera di addestramento.

1° Settembre 1904, a Napoli iniziano le grandi manovre combinate tra esercito e Marina, che dureranno 10 giorni e alle quali partecipa anche la R.N. Varese.

dal 22 aprile al 2 maggio 1906, partecipò alla spedizione italiana ai Giochi olimpici intermedi di Atene, con ventotto marinai su due imbarcazioni, nell’ambito delle gare di canottaggio riservate alle scialuppe di navi da guerra. La selezione e la composizione degli equipaggi che avrebbero gareggiato e l’abbinamento alle diverse barche fu effettuato direttamente dal capitano di vascello Edoardo Barbavara, allora comandante della nave.In entrambe le competizioni gli italiani si trovarono di fronte ad un campo di gara sul quale erano schierate solo scialuppe greche. Alla fine il Varese raccolse un titolo e un altro podio, imponendosi con autorità nella gara del 6 con e ottenendo un terzo posto nella gara del 16 con.

Secondo una fonte ( ag.Bozzo) il “Varese” nel 1907 fece una crociera negli Stati Uniti e venne colà ripresa in questa foto, elaborata digitalmente di recente, che si trova al Puget Sound Historical Maritime Museum, Seattle, USA.

R.N. Varese – 1907 Crociera negli Stati Uniti

 

Dal 1º ottobre 1909 venne destinato alla squadra navale del Levante, nella disposizione di cui rimase fino al 20 settembre 1911; nell’ambito di questa formazione compì missioni in acque albanesi e greche.

Ritratto del Cav. Alfredo ZAVAGLIA con i gradi di Vice Ammiraglio

il 4/02/1911 il Capitano di Vascello Alfredo ZAVAGLIA  assunse il comando della nave, resterà in comando fino al 28/04/1913,  quindi, per tutta la durata della guerra Italo-Turca.

L’ammiraglio Paolo Emilio Thaon di Revel

All’inizio della guerra la R.N. Varese era inquadrata nella Seconda Divisione (contrammiraglio Paolo Thaon di Revel) della seconda Squadra Navale (viceammiraglio Luigi Faravelli)

Nel corso della guerra italo-turca,  l’incrociatore operò attivamente nelle operazioni di invio e di sbarco di truppe e materiali in Libia, oltre che in azioni di blocco delle coste africane e di tiro alle postazioni militari ottomane. Fra il 17 ed il 20 ottobre 1911 si distinse nella presa di Homs, dopo la quale tornò a Tripoli il 10 novembre.

La presa di Tripoli

“Il 2 ottobre 1911 la squadra navale italiana dispiegata davanti al porto di Tripoli, al comando dell’ammiraglio Luigi Faravelli, intimò la resa alla guarnigione turca di stanza della città. Respinta da parte ottomana la richiesta di resa, il giorno successivo iniziò il cannoneggiamento dei forti turchi della città presidiati da pochi cannonieri; constatata l’assenza di reazione nemica, i marinai del capitano di vascello Umberto Cagni occuparono le fortezze principali della città. Pur con forze ridotte, Cagni riuscì a dare l’impressione che la forza sbarcata fosse molto più numerosa muovendo le proprie truppe continuamente da una parte all’altra della città: in tal modo riuscì a ritardare qualsiasi attacco per circa una settimana. L’11 ottobre arrivarono in porto i piroscafi America e Verona e l’incrociatore Varese che, essendo le navi più veloci, si erano staccate dal resto del convoglio. Le navi trasportavano l’84º Reggimento fanteria “Venezia”, due battaglioni del 40º Reggimento fanteria “Bologna e un battaglione dell’11º reggimento bersaglieri, per un totale di 4 800 uomini. Il giorno successivo giunse il resto del convoglio, assicurando il controllo della città all’Italia. Con i rinforzi giunti dall’Italia il corpo di spedizione arrivò a contare 35 000 uomini al comando del generale Carlo Caneva.”(1)

Trasporto veloce di truppe da sbarcare a Tripoli: l’incrociatore Varese e le navi America e Verona nel canale di Sicilia 10/10/1911- grafite su carta colorata cm. 20×20- collezione privata

“Quasi contemporaneamente avveniva l’occupazione di Homs. Il giorno 17 l’incrociatore Varese intimò la resa alle autorità turche e concesse loro sei ore di tempo. Allo scadere del termine fu aperto il fuoco che in breve sconvolse le trincee turche e la casa dello stesso governatore. Il bombardamento continuò ad intervalli tutto il 18; poi il 19 una deputazione di notabili arabi, recatasi a bordo della Varese, scongiurò che venisse subito effettuato lo sbarco per far cessare il saccheggio che turchi e predoni avevano cominciato; il 20 mattina; dopo brevissima resistenza del nemico, sbarcò a Homs il corpo di spedizione, costituito dall’8° bersaglieri al comando del colonnello Maggiotto.”(3)

la nave Varese al comando del C.V. Alfredo Zavaglia , scaduto l’ultimatum di resa, bombarda Homs. Disegno a matita su carta colorata cm 20×20- Collezione privata.

Il fronte dell’Egeo 1912

“All’inizio del 1912 le potenze europee si attivarono per conoscere le condizioni in base alle quali Italia e Turchia avrebbero potuto portare avanti trattative di pace. L’Italia intendeva trattare solo sulla base del decreto del 5 novembre 1911 con il quale aveva dichiarato l’annessione della Libia, una posizione inaccettabile per la Turchia; per forzare gli ottomani alla trattativa, il governo italiano decise di portare la guerra presso il territorio metropolitano turco aprendo un secondo fronte nel Mar Egeo, proprio allo sbocco della vitale arteria rappresentata dallo Stretto dei Dardanelli.”(1)

“Dopo un primo tentativo condotto tra il 14 e il 18 marzo, interrotto perchè alcune notizie trapelarono togliendo il vantaggio della sorpresa, l’operazione della flotta prese avvio il 18 aprile . Le navi  che erano divise su due squadre: la Prima Divisione della Prima Squadra Navale ( Amm.Corsi : Vittorio EmanueleRoma – Napoli) e la Seconda Divisione della Seconda Squadra Navale ( amm. Tahon di Revel : Garibaldi . Varese, Ferruccio), si presentarono all’imboccatura dei Dardanelli, tenendosi a una distanza di 10.000 mt e incrociando in zona,vedendo poi che la flotta turca non usciva in mare, le due divisioni  italiane si avvicinarono all’imbocco , ma solo un cacciatorpediniere turco si fece vedere per dirigersi poi a tutta velocità verso l’interno dello stretto.

La nave ammiraglia di Revel, il Garibaldi diresse per intercettare l’unità nemica, ma quando giunse a 8.000 mt dal forte Orhanjè questo aprì il fuoco contro la divisione, seguito poco dopo dal forte Ertogul. I colpi caddero vicino alle navi , Revel dette ordine di rispondere al tiro e Garibaldi, Ferruccio Varese,  bombardarono  efficacemente il forte riducendolo al silenzio, continuarono poi il fuoco contro Kumkalè sino a quando, alle 13,15 il comandante in capo Amm. Viale, segnalava la sospensione dell’operazione.”(2)

Nel frattempo la Prima Divisione della Prima Squadra Navale prendeva posizione presso la costa europea , mantenendosi a circa 10.000mt e battendo con le artiglierie  del Pisa e del Amalfi i forti di Ertogrul  e Sed-ul-Bahr  mentre le corazzate Vittorio Emanuele, Roma e Napoli concentravano il tiro sui forti della riva asiatica. Ben presto i forti di Sed-ul-Bahr e Kumkalè cessarono il fuoco. Nell’azione contro i forti turchi le navi italiane spararono 550 proiettili.

Il bombardamento dei Forti dei Dardanelli, da parte delle navi Garibaldi, Varese, Ferruccio il 18 aprile 1912. grafite su carta colorata cm. 20X22 – Collezione privata.

Fine della guerra Italo-Turca

Il bombardamento da parte della squadra dell’Amm. Di Revell e il successivo tentativo di forzamento avvenuto da parte delle 5  torpediniere di  Enrico Millo, sul piano politico ebbero importanti conseguenze. All’interno della Turchia i partigiani della pace si fecero più numerosi, mentre i popoli balcanici ancora sotto il dominio turco, scossi dall’occupazione italiana delle isole dell’Egeo, si preparavano a sollevarsi e a scendere in guerra . Il nuovo Primo ministro Kiamil Pascià, favorevole alla pace , avviò le trattative per la chiusura del conflitto. Il 15 ottobre 1912 a Locarno furono firmati gli accordi di pace.

Encomio della Regia Marina al Comandante

Il C.V. Alfredo ZAVAGLIA venne nominato Commendatore dell’ordine di san Maurizio e Lazzaro con Regio Decreto del 30 Maggio 1914 con la seguente motivazione:

Comandante la R.Nave “VARESE”. Fu primo con la Nave al bombardamento di Tripoli, alla presa di Homs e, nella notte del 17- 18 Aprile bombardò il forte Kumkalesch all’imbocco dei Dardanelli, rimanendo con fermezza e coraggio sotto il fuoco delle batterie nemiche. Prese parte anche a tutta l’azione dell’Egeo.

La Prima guerra mondiale

Nave Varese in ingresso nel porto di Brindisi. Alcune modifiche che si notano sull’alberatura e sul fumaiolo prodiero, suggeriscono che la foto si riferisca al periodo bellico ( 1915-1918)

La R.N.Varese fu dislocata nell’Adriatico dove, al comando del CV. Pasquale Salinardi partecipò sopratutto ad azioni di bombardamento costiero e vigilanza locale.

Meno fortunato fu il  Garibaldi  che venne affondato il 18 luglio 1915 dal sommergibile austriaco U.4 mentre era impegnato nel bombardamento della ferrovia Ragusa-Cattaro.  La protezione subacquea affidata al solito doppio fondo non era sufficiente e la nave affondò velocemente.

dal 1920 al 1922

“Terminata la grande guerra, dal 1920 al 1922 venne impiegato come Nave Scuola per gli allievi dell’Accademia Navale, dopodiché venne posto in disarmo e radiato il 4 gennaio 1923.

L’incrociatore Varese venne sostituito nel compito di Nave Scuola per gli allievi dell’Accademia di Livorno dal gemello Ferruccio che avrebbe svolto tale compito fino al 1929, quando entrarono in servizio le grandi navi scuola Vespucci e Colombo.” (1)

 

 

 

fonti: (1) Wikipedia .

(2) Storia della Marina di Giorgio Giorgerini , 1978 Fabbri Editori, Milano

(3) Cronologia.leonardo.it/storia/a1911

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