Un’altra epica impresa del Vespucci: la risalita a vela del Tamigi durante la crociera del 1968

Un’altra epica impresa del Vespucci: la risalita a vela del Tamigi durante la crociera del 1968

La Crociera del Corso ANTARES

Nella crociera estiva del 1968 a comandare il Vespucci era il C.V. Ugo Foschini, un velista che era già noto al tempo per essere stato comandante del Corsaro II, con il quale, tre anni prima aveva vinto la regata  d’altura Lisbona-Bermuda.

La nave , partita da Livorno il sabato 20 Luglio per la sua crociera con gli allievi della prima classe, ha in programma di toccare i seguenti porti: Tangeri, Dublino, Goteborg, Londra, Lisbona (1), Algeri, Tunisi, Portoferraio, Livorno.

Il racconto dettagliato di questa bella crociera è reperibile sul sito del corso Antares, (2) , nello stesso sito sono stati caricate foto e brevi filmati  girati sulle tappe salienti, e i momenti più importanti della crociera le manovre della nave, la vita dei porti visitati, le varie esercitazioni con le lance, sia a vela, sia a remi cercando di trainare la nave in bonaccia.

Mattino del 10/09/1968

Per documentare il momento più importante della crociera, cioè la risalita del Tamigi a Vela, ho recuperato tre importanti testimonianze: quella del Comandante Foschini che racconta l’episodio a distanza di anni ad un suo amico, Quella dell’Ufficiale di Guardia in plancia che seguì tutta la manovra, e quella di due cadetti , che raccontano  la vicenda dal loro  punto di vista; poi ci sono i racconti della stampa, che fecero da cassa di risonanza all’impresa.

Il racconto del Comandante CV Ugo Foschini

Disse il Comandante che: ” la decisione di issare le vele fu improvvisamente presa sulla plancia di comando del Vespucci dove, come era naturale che avvenisse  (data la simpatica indole di Foschini, commentiamo noi)  si chiacchierava allegramente con il Pilota portuale inglese regolarmente imbarcato per la navigazione sul Tamigi. Si parlava della navigazione a vela e fu per entrambi una spontanea intuizione, vedendo la favorevole direzione del vento, di issare le vele ed offrire lo stupendo spettacolo  del quale ancora oggi a quanto pare se ne parla”. (3)

L’ammiraglio Foschini è scomparso nel 2012 e la stampa lo aveva ricordato, anche per questa impresa con le sue parole:

“Avevamo un bel vento di poppa – spiegò all’epoca Foschini – così esclusi l’idea dei motori e feci tirare su le vele, lasciando ammainate quelle basse per permettermi di vedere meglio davanti, e feci anche posizionare le ancore in maniera da calarle subito in caso di necessità di arresto.

Ovviamente, resomi conto del successo della manovra e della folla sulle rive, feci issare il tricolore più grande che avevamo a bordo”.

L’Amerigo Vespucci’, risalì e ridiscese a vela il Tamigi fino a Londra mandando in visibilio i londinesi e regalando loro uno spettacolo che non si vedeva dai tempi di Nelson. “Quel comandante o è un pazzo, o è un grande marinaio”, titolarono i giornali inglesi che, ovviamente, optarono entusiasticamente per la seconda ipotesi.

“Fumo di Londra” il Vespucci nella Swinging London degli anni ’60, risale il Tamigi a Vela . Acquerello DI SANDRO FERUGLIO – Pittore di Marina cm. 26×36

La testimonianza dell’Ufficiale di  rotta , di guardia in plancia Giorgio de Strobel di Campocigno

In quell’anno il TV TLC Giorgio de Strobel di Campocigno era Ufficiale di rotta del Vespucci, anche lui si era fatto le ossa sul CorsaroII nella crociera del 1962, che sotto il comando del CF Macchiavelli e TV Basile aveva vinto la regata d’altura Newport-Bermude . Racconta:

“L’imbarco sul Vespucci è stato forse il più bello della mia vita. il c.te Foschini era uomo eccezionale , quando dava la sua fiducia a qualcuno essa era totale. Dopo il primo periodo di valutazione il C.te mi nominava di fatto Ufficiale di manovra ed in tale veste mi trovavo in plancia quel giorno, avevamo imbarcato il pilota un CF della R.N. e l’addetto navale. Issate le vele , con un leggero vento di poppa ci siamo affacciati nel Tamigi. Il Comandante era occupato con  l’Addetto Navale ed io mi ritrovai a tu per tu con il pilota, che mi dava le indicazioni di rotta che io modificavo man mano in funzione delle caratteristiche evolutive del Vespucci. Ero consapevole della responsabilità della manovra e me la cavai in modo ottimo tanto che all’arrivo dis Greenwich, al ricevimento della R.N.venivo chiamato in un gruppo di ufficiali dove il Pilota mi presentava come quel matto che aveva guidato il Vespucci a vela. Ancora oggi a tanti anni di distanza ricordo quel giorno e ringrazio l’Ammiraglio Ugo Foschini per avermene dato l’occasione”.

Il racconto di Roberto Visco, all’epoca cadetto del primo anno, nel suo diario pubblicato sul sito del Corso Antares:

10 settembre 1968 ( riporto alcuni stralci del dettagliato diario pubblicato sul sito)

“Siamo alla fonda in prossimità della costa presso il Foulness, a circa 15 miglia dall’imboccatura del grande fiume.

La marea è quasi in stanca, fra non molto, quando avrà raggiunto il minimo riprenderà a salire generando così la corrente ascendente verso Londra.

Per risalire il Tamigi ci sono delle regole stringenti da seguire.

I fondali sono riportati sulle carte, ma essi sono riferiti all’ultima rilevazione, dobbiamo tenere presente che ci troviamo alla foce di un fiume e che è quindi buona norma tenere l’ecoscandaglio in funzione.

La bandiera golf è a riva, poi quando imbarcato il pilota si issa la bandiera hotel.

Lasciamo l’ancoraggio alle 08,00

Dirigiamo per imboccare il canale. Sono in sala nautica, gli allievi hanno il compito di seguire la navigazione riconoscendo e smarcando sulla carta nautica le boe che s’incontrano. Le uniche difficoltà sono da attribuire esclusivamente alla densa e persistente foschia, quasi una nebbia.

Ecco il Tamigi, il fiume più importante della Gran Bretagna. La larghezza delle sue rive al London Bridge (in città) è di 240 metri che salgono a 450 a Woolwich ed a 1.300 a Gravesend, nei pressi dell’estuario.

Il fiume è navigabile con facilità fino a 15 miglia oltre il Tower Bridge, tenendo comunque in debito conto le maree in quanto lo stesso è attraversato da 27 ponti fissi.

Si cambia il pilota e si continua a risalire il fiume.

Viene chiamato il posto di manovra generale alla vela ed iniziamo così un’epica avventura: risalire il Tamigi a vele spiegate.

La corrente di marea è ora decisamente in entrata (2,5 nodi) e ci aiuta nella nostra navigazione anche se è necessario manovrare le vele in continuazione a causa delle numerose anse che il fiume presenta anche se il vento spira sempre dai settori poppieri.

Consapevoli dell’importanza dell’evento non si bada alla fatica che questa prolungata manovra procura.

Passiamo dalle chiuse, che vengono azionate in casi di maree eccezionali, e continuiamo la nostra navigazione alla volta di Greenwich, il posto che ci hanno assegnato come ormeggio.

Sulle sponde del fiume si notano gli ingressi ai “docks”, utilizzati dalle navi mercantili per i loro traffici.

Greenwich si trova a longitudine 0°00’ ed il meridiano corrispondente prende appunto il nome dal quartiere londinese.Il precitato meridiano passa attraverso l’Old Royal Obsevatory, che è elevato di 44 m.slm, nel più alto sito di Grenwich Park.

Greenwich, situato sulla sponda sud del fiume, ospita numerose infrastrutture della Royal Navy. Fra queste quella di maggior importanza è il Royal Naval College, strutturato su quattro costruzioni aperte su un’ampia piazza e situate nelle vicinanze del molo sul fiume. Poi abbiamo il National Maritime Museum, dove sono raccolte numerose epiche pagine della Marineria Inglese, fra cui tutte le scoperte del famoso Capitan Cook, l’esploratore del Pacifico.

Alle 1530Z s’imbrogliano tutte le vele e ammainiamo fiocchi e stralli. Si sale a riva, si serrano le vele e si rimane lassù per rendere gli onori, con il saluto alla voce, al Royal Naval College che ormai appare in lontananza.

Ecco il College, siamo a longitudine 0°00’,  proseguiamo di alcune centinaia di metri, si viene girati da due rimorchiatori e ci ormeggiamo tra due boe di fianco al canale dragato sul fiume. Siamo ormeggiati in longitudine 0°02’.0 W. Il centro della città dista circa otto chilometri.” Sono le 16,00. La navigazione sul grande fiume è durata 8 ore!

Raggiunto l’ormeggio l’equipaggio serra le vele, tributando un saluto al Royal Naval Gollege ( foto dal sito del corso Antares)

Racconta Antonello Gamaleri, cadetto della prima classe addetto alle gabbie di maestra, in un articolo sulla rivista “Marinai d’Italia”

Il comandante Foschini voleva entrare a vela e voleva fare anche il saluto alla voce sui pennoni. Entrammo a vela dalla foce del Tamigi. Così poi alla fine andammo a riva per serrare le vele prima dell’ansa di East India Basin Dock. Arrivammo all’ormeggio a Greenwich Pier davanti al Naval College con tutta la gente a riva. Un quasi saluto alla voce. Nelle ultime anse eravamo già a riva e le gabbie ancora portavano un po’ con già il motore in funzione. Le gabbie ancora non imbrogliate in qualche tratto andarono a collo, ma lontano dalla vista dei giornalisti e il pezzo sul Times della risalita a vela del Tamigi uscì il giorno dopo, 11 settembre del 1968. Non sono più riuscito a ritrovarlo.(5)

 Gli echi sulla stampa (6)

La crociera prosegue

Il 18 Settembre 1968, la nave riparte da Londra , riscendendo il fiume  con la stessa modalità con cui lo aveva risalito: cioè a vela. Anche in questo caso ci viene in aiuto il diario di Roberto Visco:

“Ultimi preparativi ed ecco infine i due rimorchiatori che si vincolano rispettivamente a prora ed a poppa. Alle 0800Z, mollati gli ormeggi,i rimorchiatori iniziano a vogare spostando il Vespucci verso il centro del fiume, raggiunto il quale vengono lasciati liberi.

Scendiamo il fiume con la marea a favore.“Posto di manovra generale alla vela” Subito saliamo a riva per rendere gli onori, con il saluto alla voce, al Royal Naval College. In piedi sui pennoni salutiamo Greenwich che si allontana. Si mollano e si bordano le vele e passiamo la mattinata a ridiscendere il grande fiume.

Non voglio qui raccontare il resto della crociera, ma mi interessa segnalare alcuni eventi:

- il 19 sera il vento rinforza e tende a girare a W con mare agitato,

- 20 settembre: tempesta nella Manica

Tempesta nella Manica 19-22 settembre 1968 acquerello cm 26×36
Sandro Feruglio – Pittore di Marina

- 21 settembre: mare forza 7 , e vele strappate.

- il 24 ottobre, al largo della Sardegna , con un vento fresco da sud , vengono issate tutte le vele, compresi gli scopamare.

Nave Vespucci con gli scopamare – Sandro Feruglio Pittore di Marina. Acquerello e guache cm 26×36

 Conclusioni

Dalle cronache si può stabilire che il Com.te Foschini non aveva programmato l’evento, ma che ebbe la presenza di spirito di aderire, potendo contare su un rodato equipaggio, ad un’idea romantica, nel solco della migliore tradizione marinaresca, quella di sfruttare le condizioni favorevoli, per entrare nel mito.

Credo che il Com.te Foschini, fece il regalo più bello al suo equipaggio, quello di  poter partecipare con orgoglio, se non ad un fatto storico, ad un evento sicuramente memorabile di cui tutti coloro che a vario titolo vi parteciparono,  continuano, a distanza di ormai 53 anni, ad andarne fieri.

Sicuramente fu un uomo con un grande carisma e con carattere allegro e socievole,  dico questo anche se nella mia fuggevole esperienza in Marina non ebbi la fortuna di incontrarlo. Ma ho conosciuto persone che lo conoscevano da vicino , come il Com.te Ilio Foschini, fratello di Ugo , insegnante per diversi anni di navigazione e astronomia all’Accademia Navale, e insegnante del mio corso , come una generazioni di ragazzi oggi quasi settantenni che negli anni ’60 , per motivi di servizio abitavano al Varignano,  Ugo Foschini , che come sappiamo amava la vela, non perdeva l’occasione di portare, oltre ai suoi figli i ragazzini  in barca per farli innamorare della vela. Di questi ragazzini, una era mia moglie,  figlia di un ufficiale di Marina, all’epoca  comandante del G.O.I (incursori di Marina).

I miei dipinti:

“Fumo di Londra” Acquerello cm 26×36 – Carta Arches da 300 gr/m2 – n. di catalogo 477,  in vendita € 200,0 (7)

“Tempesta nella Manica ” Acquerello cm 26X36 – Carta Arches da 300 gr/m2 – n. di catalogo  478, in vendita €200,0 (7)

” Vespucci “con gli scopamare  Acquerello e guache – Carta Arches da 300/M2 n. di catalogo 454 , in vendita  €200,0 (7)

 

NOTE

1)La nave avrebbe dovuto dirigersi a Lisbona ma a settembre il primo ministro Salazar al potere da 36 anni viene colto da ictus ed il Presidente della Repubblica ne decreta la sostituzione. Temendo disordini al Vespucci  viene ordinato di cambia destinazione raggiungendo Casablanca.

(2) edito da Roberto Visco all’epoca dei fatti allievo di prima classe

(3)La testimonianza viene raccolta da Vincenzo dell’Aria , ( socio lega navale di Napoli) che aveva ospite sulla sua barca il  l’Amm. Foschini durante una navigazione da Genova a Napoli. La situazione viene raccontata   in un suo articolo apparso su CSTN.

(4) Sua lettera al CSTN che l’ha pubblicata.

(5) in un articolo sulla rivista “Marinai d’Italia”

(6) Pubblicati sul sito del corso Antares

(7) Prezzo speciale, escluse spese di spedizione, per l’Italia, circa €13,00.

 

Translation in English
Another epic feat of the Vespucci: the sailing up the Thames during the cruise of 1968.

The Cruise of the “ANTARES” course.

On the 1968 summer cruise, the Vespucci was commanded by the C.V. Ugo Foschini, a sailor who was already known at the time for having been commander of the Corsair II, with which, three years earlier he had won the Lisbon-Bermuda offshore regatta.

The ship, which left Livorno on Saturday 20 July for its cruise with first class students, plans to touch the following ports: Tangier, Dublin, Gothenburg, London, Lisbon (1), Algiers, Tunis, Portoferraio, Livorno .

The detailed story of this beautiful cruise can be found on the site of the Antares course, (2), on the same site photos and short films shot on the salient stages have been uploaded, and the most important moments of the cruise the ship’s maneuvers, the life of the ports visited , the various exercises with lances, both sailing and rowing trying to tow the ship into a calm state.

Morning of 09/10/1968

To document the most important moment of the cruise, that is the ascent of the Thames to Vela, I recovered three important testimonies: that of Commander Foschini who tells the episode years later to a friend of his, that of the Guard Officer on the bridge who the whole maneuver followed, and that of two cadets, who tell the story from their point of view; then there are the press stories, which acted as a sounding board for the company.

The story of CV Commander Ugo Foschini

The Commander said that: “the decision to hoist the sails was suddenly taken on the Vespucci command bridge where, as it was natural that it would happen (given Foschini’s nice nature, we comment) we chatted happily with the English port pilot regularly embarked for navigation on the Thames. We talked about sailing and it was a spontaneous intuition for both of them, seeing the favorable direction of the wind, to hoist the sails and offer the stupendous spectacle that still seems to be talked about today “. (3)

Admiral Foschini passed away in 2012 and the press had remembered him, also for this feat in his words:

“We had a good stern wind – explained Foschini at the time – so I excluded the idea of the engines and I had the sails raised, leaving the low ones lowered to allow me to see better ahead, and I also had the anchors positioned so as to lower them immediately in case of need to stop.

Obviously, realizing the success of the maneuver and the crowd on the banks, I had the largest flag we had on board hoisted “.

The Amerigo Vespucci ‘, sailed up and down the Thames to London, sending Londoners into raptures and giving them a spectacle that hadn’t been seen since Nelson’s time. “That commander is either a madman, or he is a great sailor”, headlined the English newspapers which, obviously, enthusiastically opted for the second hypothesis.

The testimony of the Navigator, on guard on the bridge Giorgio de Strobel of Campocigno

In that year the TV TLC Giorgio de Strobel of Campocigno was the Vespucci’s navigator, he too had cut his teeth on the CorsaroII in the 1962 cruise, which under the command of CF Macchiavelli and TV Basile had won the offshore regatta Newport-Bermuda. He tells:

“Embarking on the Vespucci was perhaps the most beautiful of my life. Coach Foschini was an exceptional man, when he gave his trust to someone it was total. After the first evaluation period, the Coach actually appointed me Maneuvering officer and in this capacity I was on the bridge that day, we had boarded the pilot, a CF of the RN and the naval attendant. Hoisted the sails, with a light stern wind we faced the Thames. The Commander retired in his accommodations with the naval attendant and I found myself face to face with the pilot, who gave me directions which I gradually modified according to the evolutionary characteristics of the Vespucci. In those moments the responsibility was all mine and I got away with it in an excellent way so much so that upon arrival in Greenwich, at the reception of the RN I was called to a group of officers where the Pilot introduced me as the madman who had guided the Vespucci under sail. Even today, many years later, I remember that day and I thank Admiral Ugo Foschini for giving me the opportunity “.

The story of Roberto Visco, first year cadet at the time, in his diary published on the Corso Antares website:

10 September 1968 (I reproduce some excerpts from the detailed diary published on the site)

“We are at anchor near the coast near the Foulness, about 15 miles from the mouth of the great river.

The tide is almost tired, before long, when it reaches the minimum it will start to rise again thus generating the ascending current towards London.

To go up the Thames there are strict rules to follow.

The seabed is shown on the maps, but they refer to the last survey, we must keep in mind that we are at the mouth of a river and that it is therefore a good idea to keep the depth sounder running.

The golf flag is on the shore, then when the pilot is on board the hotel flag is raised.

We leave the anchorage at 08.00

We head to enter the canal. They are in the nautical room, the pupils have the task of following the navigation by recognizing and unmarking the buoys they meet on the nautical chart. The only difficulties are to be attributed exclusively to the dense and persistent haze, almost a fog.

Here is the Thames, the most important river in Great Britain. The width of its banks at London Bridge (in the city) is 240 meters, rising to 450 in Woolwich and 1,300 in Gravesend, near the estuary.

The river is easily navigable up to 15 miles beyond Tower Bridge, however taking into account the tides as it is crossed by 27 fixed bridges.

You change the pilot and continue to go up the river.

It is called the general maneuvering post for sailing and we begin an epic adventure: going up the Thames under full sail.

The tidal current is now decidedly inbound (2.5 knots) and helps us in our navigation even if it is necessary to maneuver the sails continuously due to the numerous bends that the river presents even if the wind always blows from the aft sectors.

Aware of the importance of the event, we do not mind the fatigue that this prolonged maneuver causes.

We pass through the locks, which are operated in cases of exceptional tides, and continue our navigation to Greenwich, the place they have assigned us as mooring.

On the banks of the river you can see the entrances to the “docks”, used by merchant ships for their trade.

Greenwich is located at longitude 0 ° 00 ‘and the corresponding meridian takes its name from the London district. The aforementioned meridian passes through the Old Royal Obsevatory, which is 44 meters above sea level, in the highest site of Grenwich Park.

Greenwich, located on the south bank of the river, is home to several Royal Navy infrastructure. Among these the most important is the Royal Naval College, structured on four buildings open onto a large square and located near the pier on the river. Then we have the National Maritime Museum, where numerous epic pages of the English Navy are collected, including all the discoveries of the famous Captain Cook, the explorer of the Pacific.

At 1530Z all the sails are cheated and we lower the jibs and stays. We go up to shore, close the sails and stay up there to pay the honors, with the salute to the voice, to the Royal Naval College which now appears in the distance.

Here is the College, we are at longitude 0 ° 00 ‘, we continue for a few hundred meters, we are turned by two tugs and we moor between two buoys next to the channel dredged on the river. We are moored in longitude 0 ° 02′.0 W. The city center is about eight kilometers away. “It’s 4 pm. The navigation on the great river lasted 8 hours!

Antonello Gamaleri, first class cadet in charge of the main topmast tells us in an article in the magazine “Marinai d’Italia”

Commander Foschini wanted to sail in and also wanted to salute the voice on the spars. We sailed in from the mouth of the Thames. So then in the end we went ashore to fasten the sails before the bend of East India Basin Dock. We arrived at the berth at Greenwich Pier in front of Naval College with all the people on shore. An almost salute to the voice. In the last loops we were already ashore and the cages still carried a bit with the engine already running. The cages still not cheated in some places fell apart, but out of sight of reporters and the piece in the Times of the Thames sail came out the next day, September 11, 1968. I could not find it again. (5)

The cruise continues

On September 18, 1968, the ship left London, going down the river in the same way she had gone up it: that is, sailing. Also in this case, Roberto Visco’s diary helps us:

“Final preparations and finally here are the two tugs that are tied respectively at the bow and at the stern. At 0800Z, having released their moorings, the tugs begin to row, moving the Vespucci towards the center of the river, after which they are released.

We go down the river with the tide in. “General maneuvering post to the sail” We immediately go up to the shore to pay the honors, with the salute to the voice, to the Royal Naval College. Standing on the flagpoles we greet Greenwich as it moves away. They let go and set the sails and we spend the morning going back down the great river.

I do not want to tell the rest of the cruise here, but I am interested in reporting some events:

- on the 19th evening the wind strengthens and tends to turn W in rough sea,

- 20 September: storm in the Channel

- September 21: sea force 7, and torn sails.

- on 24 October, off the coast of Sardinia, with a fresh wind from the south, all the sails are hoisted, including the sweepers.

Conclusions

From the chronicles it can be established that Com.te Foschini had not planned the event, but that he had the presence of mind to adhere, being able to count on an experienced crew, to a romantic idea, in the wake of the best seafaring tradition, that of exploit the favorable conditions, to enter the myth.

I believe that Com.te Foschini, gave the best gift to his crew, that of being able to participate with pride, if not a historical event, in a certainly memorable event of which all those who participated in various capacities continue to after 53 years, to be proud of it.

He was certainly a man with great charisma and a cheerful and sociable character, I say this even if in my fleeting experience in the Navy I was not lucky enough to meet him. But I met people who knew him closely, such as Com.te Ilio Foschini, brother of Ugo, a teacher for several years of navigation and astronomy at the Naval Academy, and teacher of my course, like a generation of kids who are now almost seventy years old who in the 60s, Ugo Foschini lived in Varignano for reasons of service, and as we know he loved sailing, he never missed the opportunity to take the kids on a boat as well as his children to make them fall in love with sailing. Of these kids, one was my wife, daughter of a Navy officer, at the time commander of the G.O.I (Navy raiders).

My paintings:

“London Smoke” Watercolor 26×36 cm – Arches paper 300 gr / m2 – n. 477, on sale € 200,0 (7)

“Tempesta nella Manica” Watercolor 26X36 cm – Arches paper 300 gr / m2 – n. 478, on sale € 200,0 (7)

“Vespucci” with Acquerello and guache sweepers – Arches paper 300 / M2 n. 454, on sale € 200.0 (7)

 

NOTE

1) The ship was supposed to go to Lisbon but in September the Prime Minister Salazar in power for 36 years is struck by a stroke and the President of the Republic decrees its replacement. Fearing unrest, Vespucci is ordered to change destination reaching Casablanca.

(2) edited by Roberto Visco at the time first class student

(3) The testimony is collected by Vincenzo dell’Aria, (member of the naval league of Naples) who had a guest on his boat the Adm. Foschini during a navigation from Genoa to Naples. The situation is told in an article by him that appeared on CSTN.

(4) letter from him to the CSTN which published it.

(5) in an article in the magazine “Italian Sailors”

(6) Published on the Antares course website

(7) Special price, excluding shipping costs, for Italy, about € 13.00.

 

 

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