“Palinuro” da  nave da pesca a trainig ship

“Palinuro” da nave da pesca a trainig ship

 

 

 

Commandant Louis Richard nella seconda metà degli anni ‘ 30

La nave venne impostata a Nantes, in Bretagna il 6/10/1933, presso gli “Anciens Chantiers Dubigeon”  e varata  il 21/3/1934 con il nome “Commandant Louis Richard”. I cantieri sono gli stessi, attivi ancor’oggi,  dove venne varato nel 1896, la nave “Belem”, divenuto poi “Giorgio Cini”, per lunghi anni sotto bandiera italiana ed oggi nuovamente “Belem” perché ritornato alla Francia  grazie all’interessamento di un gruppo di privati costituitosi in Fondazione.

 

La partenza del ” Com. Louis Richard” da Saint. Malo -Acquerello Cm. 35X50. Originale disponibile per la vendita, disponibili anche stampe nel formato cm.33X48.

1934-1940- La sua storia inizia nel lontano 1934, quando fu varata con il nome di Commandant Louis Richard , per conto dell’armatore Joseph Briand di Saint-Servan. Dallo stesso cantiere viene varata una nave gemella che viene chiamata ” Lieutenant Renè Guillon” che sarà l’ultima nave a vela francese a pescare sui grandi banchi chiudendo la sua attività di pesca nel 1948.In quegli anni  (1928) vengono varate nuove norme per dare impulso alla pesca sui banchi di Terranova che a causa della prima guerra mondiale  aveva visto assottigliarsi  la flottiglia delle navi. Infatti quelle  motore  erano state tutte requisite dallo stato per scopi bellici e quelle a vela utilizzate per il cabotaggio o perdute per il siluramento dei sommergibili. Prende quindi il via la ricostruzione della flotta peschereccia e vengono varati nuovi regolamenti per la pesca del merluzzo nel 1936.L’armatore originale cede le navi appena ultimate . Le due navi  vennero quindi utilizzate  dalla società che le aveva acquisite ” Societè de peche Molouines” de Saint Malo, per la pesca  al merluzzo bianco ,con i  ” dories“, sui banchi di Terranova.

Incontro sui grandi banchi: “Com. Louis Richard”, goletta di Gloucester ” Rhodora”. Originale disponibile per la vendita. Disponibili anche in stampe di vari formati.

1940-1947- Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale,  la flotta francese per la pesca del merluzzo bianco era una delle più moderne d’Europa. Tuttavia, durante l’occupazione tedesca della Francia nel 1940, la maggior parte delle navi da pesca vennero requisite dalla Marina che li armò  e utilizzò come imbarcazioni di servizio . Alla fine della guerra, gli armatori francesi si trovarono privi di quasi del 60% del tonnellaggio di  prima della guerra.

1948 I tempi stanno cambiando, la pesca sui grandi banchi, la concorrenza e la necessità di contenere i costi, impongono nuovi tipi di pescherecci, si abbandonano le navi a vela. “Comm. Louis Richard” viene venduta alla soc.di navigazione Bonin, il suo nome viene cambiato in “Jean Marc Aline”e viene utilizzata per campagne di pesca nell’oceano indiano. Anche  per la gemella  ”Lieutenant Renè Guillon” il 1948 sarà l’anno dell’ultima campagna di pesca .Mentre “L.R.Guillon” viene ceduta ad una società asiatica e disalberata, “C.L.Richard” non trovando un impiego proficuo nella nuova compagnia, viene valutata dalla Marine Nationale per essere trasformata in nave scuola, ma il progetto viene accantonato e la nave viene messa in vendita.

1950  Al termine del secondo conflitto mondiale la Marina Militare Italiana a seguito della perdita della nave scuola Cristoforo Colombo (gemella dell’Amerigo Vespucci), che dovette essere consegnato alla ex URSS quale risarcimento dei danni di guerra, si interrogò sulla necessità di continuare ad addestrare i propri equipaggi sulle grandi navi a vela. La  ” C.L.Richard” venne quindi  valutata e acquistata dalla Marina Militare Italiana . Sottoposta a una serie di grandi lavori di adattamento a nave scuola nei Cantieri di Castellamare di Stabia e all’Arsenale di La Spezia, l’unità entrò in servizio 16 luglio del 1955 portando a poppa il nome di “Palinuro”; nome che si tramanda da oltre 100 anni nella Marina Militare Italiana essendo stato dato nel tempo ad altre quattro unità.

Lavori di trasformazione della nave in nave scuola

 

Il veliero alla sua entrata in servizio sostituì la goletta “Ebe” che, come noto, viene conservata al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano ed è una delle più grandi navi a vela conservata all’interno di un museo. Nave “Palinuro”cominciò così la sua nuova attività.

Ho trovato, rovistando sul Web una foto della nave, in visita a Trieste, probabilmente appena ultimati i lavori di trasformazione, con una “livrea” presa a prestito da ” Amerigo Vespucci” cioè con la banda bianca liscia e la parte superiore dell’opera morta dipinta di giallo ocra.

 

Nave Scuola Palinuro un una fotografia degli anni ’60, nella nuova livrea, mantenendo però le sovrastrutture color ocra.

Dati tecnici

Il Palinuro è una “Nave Goletta” o ” barquentine”. Il termine indica che la nave è dotata (armata) di tre alberi leggermente inclinati verso poppa che, partendo da prora, prendono il nome di trinchetto, maestra e mezzana. A essi si aggiunge l’albero di bompresso che sporge dall’estremità prodiera. Il trinchetto è armato con vele quadre, quelli di maestra, mezzana e il bompresso sono armati con vele di taglio (rande, controrande, fiocchi, stralli). La Nave ha un dislocamento di circa 1341 tonnellate, è lunga 59 metri (68 metri fuori tutto) ed ha una larghezza massima di 10 metri.

La superficie velica complessiva è di circa 1.000 mq., distribuiti su quindici vele. L’altezza degli alberi sul livello del mare è di 35 metri per il trinchetto, 34,5 metri per la maestra e di 30 metri per l’albero di mezzana.

Lo scafo, così come gli alberi, è in acciaio chiodato ed è costituito da un unico ponte (detto di coperta) di sotto al quale sono ubicati i locali di vita, le segreterie, i depositi, la cambusa, le celle frigorifere e la sala macchine. Sopra il ponte di coperta ci sono le strutture del castello prodiero e il cassero poppiero sul quale, a poppa estrema, è collocata la Plancia di Comando. All’interno del cassero sono ubicati gli alloggi e i locali di vita degli Ufficiali e dei Sottufficiali, la cucina e il forno. Altri locali di vita si trovano all’interno del castello di prora.

L’equipaggio del Palinuro si compone di ottantatré militari ed è integrato durante l’attività operativa quando imbarca un nucleo di supporto di altri trenta militari

Dal 1955 ad oggi Nave Palinuro ha toccato la maggior parte dei porti del Mediterraneo e del Nord Europa percorrendo, complessivamente, più di 263 mila miglia nautiche. La sua unicità le ha permesso di prendere parte ai più prestigiosi raduni di imbarcazioni e navi d’epoca e alle regate delle “Tall Ships” (così denominate per la loro caratteristica altezza degli alberi). Tra queste le più famose sono la “Cutty Sark”, l’”Amsterdam sail” ed il raduno delle vele d’epoca di Imperia.

 

Il mio primo quadro che ritrae la Palinuro e del 24 marzo del 2011: ritrae la nave sullo sfondo di un quadro dedicato alla ” Vespucci”

Vespucci e Palinuro – Acquerello Cm 46X61- originale disponibile per la vendita. Disponibile anche stampe in vari formati

Subito dopo dedico un acquerello ad un ritratto della “Palinuro” in navigazione insieme alla ” Vespucci”

Palinuro e Vespucci Acquerello cm. 46×61- Originale disponibile per la vendita.Disponibile anche Stampe in vari formati.

Leggendo la storia della nave, eseguo un terzo acquerello che la immagine, nelle vesti della nave da pesca in un ipotetico incontro con una goletta americana che operava a metà degli anni trenta sui grandi banchi.

Recentemente ho ricevuto una commissione per un ritratto della nave  ed ho eseguito un dipinto con tecnica olio su tela.

Il dipinto è disponibile in Stampe numerate e firmate del formato di cm 33X48 circa

Fonti:

- Vari siti web

- Ministero della Difesa – Marina Militare

1 Comment

  1. Marco

    Ho letto con curiosità la storia che Lei riporta, ma che di fatto e’ priva di quei riscontri documentali che sarebbero auspicabili. Come capo servizio marinaresco (del Palinuro) ho raccolto molto materiale negli anni e ho sfatato molti luoghi comuni che ci tramandavamo nel quadrato ufficiali e che sembrano molto aderenti alle sue fonti… Ero pertanto curioso di sapere come fosse pervenuto a queste informazioni e perché abbia ritratto in grigio/bianco il com. Louis richard…
    Quando il Comandante Panarello ha commissionato il ritratto della nave non immaginavo che Lei avesse così tante informazioni sulla sua sfuggente storia.
    Saluti.

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