Il trabaccolo

Il trabaccolo

Il trabaccolo da carico ” Giovanni Pascoli” nella laguna di Venezia fine anni ’30. Acquerello cm 26X36 n. di catalogo: 244

Un po di storia

Nel bacino dell’Adriatico, il Trabaccolo è stato per secoli l’imbarcazione più diffusa.

Lo scafo giunto a noi nelle forme genericamente note come trabaccolo, presenta caratteristiche pressochè uniformi dal golfo di Trieste fino al canale d’Otranto: la prua e la poppa rigonfie , il pescaggio estremamente contenuto ed un rapporto lunghezza/larghezza di 3 a 1 ( com’era per le navi onerarie romane). Un’ampio boccaporto centrale consentiva la massima capacità di carico ottimizzando al meglio lo spazio disponibile.

L’inconfondibile tipo è rintracciabile già nel 1700 ma si è perfezionato e sviluppato nel corso del 1800 soppiantando gli altri cabotieri per regnare sovrano fino ai giorni nostri cedendo infine lo scettro ai trasporti per via terrestre su ruota gommata ormai dominante.

Trabaccoli e pieleghi alla fonda nei pressi di punta della salute. Fine del 1800. Acquerello cm. 26×36. Numero di catalogo 246.

Due alti alberi alzano ciascuno una grande vela al terzo con pennone alto e basso e con cadute più lunghe rispetto alle vele delle altre barche adriatiche, di superficie pressoché uguale e disposte una su di un lato e l’altra sul lato opposto, disposizione detta “a trabaccolo” che consente l’andatura “a farfalla” con il vento in poppa. Nei primi tempi gli alberi portavano una vela quadra di gabbia , di cui sono rimasti a volte, per tradizione, gli alberetti. Completava l’armamaento  un lungo bompresso retrattile ( spontiere) sul quale veniva issato un ” polaccone”( fiocco) scorrevole sul un anello.

il trabaccolo in un’incisione francese dei primi dell’800

Dopo il primo dopoguerra, per adeguarsi ai tempi  i trabaccoli superstiti dalle confische effettuate per scopi bellici, vennero dotati di motore, cosa che consenti che venissero utilizzati ancora per qualche tempo, perdendo però la supremazia che avevano avuto precedentemente.

Veri e propri camion del mare segnarono lo sviluppo dei traffici e trasporti cabotieri nell’adriatico per oltre duecento anni.

La pitturazione dello scafo era piuttosto variopinta  anche se su toni generalmente chiari. Le vele colorate normalmente con colori ocra o mattone, generalmente non portavo segni o disegni come i bragozzi da pesca.

Elemento decorativo caratteristico del trabaccolo sono i grandi ” occhi” a prua che venivano pitturati di  vari colori a seconda dell’armamento di appartenenza.

La portata misurata in ” vagoni” era naturalmente direttamente proporzionale alle dimensioni del bastimento e poteva raggiungere i 150 “vagoni” cioè le 150 tonnellate.

Il declino nel secondo dopoguerra è stato veloce per le poche unità sopravvissute ai due conflitti. Barche non più competitive per il trasporto e bisognose di importanti lavori di restauro, molte vennero abbandonate e lasciate marcire nelle lagune o nei porti.

relitto di trabaccolo

Attualmente  ne risulta un piccolo numero in circolazione , grazie ad alcuni cultori appassionati che le hanno trasformate in barche da crociera.

Tra queste segnaliamo:

” Il nuovo Trionfo ” attualmente a Venezia

” Giovanni Pascoli” completamente restaurato alla fine degli anni ’80 esposto al “museo della marineria di Cesenatico”

“Isola d’Oro” di proprietà della Lega Navale di Grado

Bibliografia: Trabaccoli e pieleghi di Mario Marzari – Ed. Mursia

Mario Marzari (1947 – 2000) , appassionato studioso della marineria velica e del naviglio adriatico,m è stato uno dei più grandi esperti italiani del settore. Molti dei suoi scritti sono apparsi sulle più qualificate riviste italianee straniere  specializzate nel settore nautico.

il trabaccolo “Nuovo Trionfo” verso l’ormeggio a punta della salute. Acquerello cm 26×36. Numero di catalogo 245.

 

il trabaccolo ” il nuovo Trionfo in una regata di barche storiche . Acquerello cm 26X36 . N. di catalogo 243

Gli acquerelli pubblicati nell’articolo  non sono più disponibili.

Sono disponibili  invece stampe di vari formati degli acquerelli pubblicati (costo da €10,00 a €20,00 )

se siete interessati, mandate una mail di prenotazione a:

sandroferuglio50@gmail.com, citando il numero del catalogo dell’acquerello che vi piace.

E’ possibile inoltre ordinare un dipinto ad olio delle immagini pubblicate, nel formato 35×50, al prezzo, senza cornice di € 400,00

 

 

 

 

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