1885 “Puritan” difende la Coppa dalla sfida di “Genesta”

1885 “Puritan” difende la Coppa dalla sfida di “Genesta”

La sfida di Genesta contro Puritan

America’s Cup 1885

GENESTA sfida il defender PURITAN

Dopo le due sfide canadesi del 1876 e 1881, i  soci del New York Yacht Club pensarono che queste vittorie , un po’ troppo facili, non giovassero al prestigio del club, con il rischio di diminuire il prestigio della sfida.

Nel Dicembre del 1881 quindi decisero di restituire all’ultimo superstite dei proprietari di “ America” perché rivedesse le regole del “ Deed of Gift”. All’inizio dell’anno successivo George Schuyler consegnò il nuovo documento con alcune varianti importanti che prevedevano , tra l’altro, che uno dei requisiti che il Club sfidante doveva possedere  era quello di svolgere la regata sociale annuale “ in un braccio di mare”. Si escludevano in questo modo tutti i Club dei laghi, come quelli canadesi.

Nel 1884 il Royal Yacht Squadron di Cowes decise di farsi nuovamente avanti per cercare di riportare a casa la “Coppa delle cento ghinee” . Decisero di puntare su dei cutter, un armo concepito proprio in Inghilterra sul quale si sentivano più competitivi. La sfida britannica, inoltre, si articolava su due imbarcazioni : Genesta e Galatea . Nelle intenzioni degli inglesi, infatti, Genesta avrebbe dovuto fidare il Defender americano nel agosto del 1885 e nel caso di vittoria Galatea l’avrebbe difesa verso metà settembre. Per una serie di problemi organizzativi, però si decise di spostare la sfida di Genesta  a settembre, differendo di un anno quello di Galatea.

 

Lo sfidante GENESTA

Genesta, costruita e varata nel 1884 secondo il progetto di John Beavor-Webb, era proprietà di Sir Richard Sutton. Era il tipico cutter inglese stretto e profondo. Misurava 24,9 m al galleggiamento,con un albero relativamente corto (15,8 m) ma con un lungo bonpresso. La vera innovazione però era lo scafo che per la prima volta aveva le ordinate in acciaio e fasciame di quercia.

La profonda chiglia di Genesta

La barca, dopo un anno di regate si rivelò competitiva riportando 7 vittorie e 10 secondi posti, su 34 regate e, dopo aver attraversato l’atlantico in 24 giorni, si presentò a New York il 16 luglio 1885.   Nei due mesi che la separavano dalla disputa della Coppa, gli inglesi si allenarono intensamente nella baia di N.Y.,destando molta impressione ed interesse nel pubblico americano.

Genesta

IL DEFENDER

Il N.Y.Y.C. riconobbe fin dall’inizio che questa volta la coppa era in serio pericolo, soprattutto perché riteneva di non poter opporre allo sfidante barche all’altezza del compito. Se gli americani , infatti , erano imbattibili sugli schooner  erano completamente impreparati sui cutter. Questa preoccupazione spinse i newyorchesi a fare appello a tutti gli yacht club degli Stati Uniti  affinché presentassero imbarcazioni competitive tra le quali selezionare un defender.

La barca costruita dallo Easter Yacht Club di Marblehead

Il sostegno più valido arrivò dall’ Eastern Yacth Club di Marblehad (Boston) che oltre a validi marinai, fornì anche lo sloop a deriva mobile  Puritan, disegnata da Edward Burgess, che , varata il 26 maggio, si rivelò senza dubbio la barca più veloce mai costruita in America fino ad allora. Costruita quasi interamente in legno, misurava al galleggiamento 27,4 m e, in confronto a Genesta presentava uno scafo meno profondo ( con deriva mobile), con un albero più alto e un bompresso egualmente massiccio e lungo.

Contemporaneamente i newyorkesi presentarono una loro barca Priscilla, concepita come l’evoluzione di Mischief che 5 anni prima aveva difeso la coppa dalla sfida canadese. Pur rivelandosi valida con vento leggero la barca era notevolmente più lenta nelle brezze medie, tanto che in una regata di allenamento a Newport Puritan vinse con un distacco di 11 minuti su Priscilla. Alle selezioni ufficiali, tenutesi alla fine di agosto, si presentarono comunque 4 yacht: oltre ai già citati Puritan e Priscilla, anche il cutter Bedouin e lo sloop Gracie, che già in occasione della precedente edizione si candidò alla difesa della coppa. La vera sfida rimase comunque tra le prime due imbarcazioni, col Puritan vincitore nella prima regata ed il Priscilla nella seconda; nella terza e decisiva gara, infine, il Puritan si conquistò il diritto di rappresentare il Defender sconfiggendo di misura (1’52″) il Priscilla.

LE REGATE DI COPPA

La serie di regate, anche stavolta al meglio delle 3 su doppio percorso, era destinata a cominciare il 7 settembre, ma dopo un primo rinvio per mancanza di vento, il giorno successivo, in fase di prepartenza, avvenne un clamoroso incidente: nel tentativo azzardato di passare davanti alla sua prua, il Puritan tagliò la strada alla Genesta finendo speronato. Il Genesta, incolpevole, ebbe il bompresso mozzato e riportò danni allo scafo, per cui a norma di regolamento avrebbe avuto la regata vinta a tavolino, ma Sir Richard Sutton, con un gesto di cavalleria tipicamente britannico, rifiutò non solo questo vantaggio ma anche l’offerta da parte del NYYC di provvedere a proprie spese al riparo dei danni.

Nella prima regata, durante una manovra Genesta subì la rottura del bompresso

La competizione venne quindi sospesa per alcuni giorni ed altri se ne persero ancora a causa della mancanza di vento, per cui la prima regata si tenne solamente il 14 settembre, quando, in condizioni di vento assai instabile, il Puritan emerse nettamente vittorioso sulla Genesta dopo aver condotto tutta la regata, anche se l’imbarcazione sfidante per due terzi della gara si tenne in scia, minacciando più volte il sorpasso.

 

Il defender Puritan

Nella seconda regata, su percorso a bastone in mare aperto, fu caratterizzata da un vento eccezionalmente forte (con punte anche superiori ai 30 nodi). La Genesta partì in testa e rimase brillantemente al comando lungo tutto il primo lato, tenendo il Puritan a distanza di sicurezza; dopo il passaggio della boa, tuttavia, l’imbarcazione del Defender cominciò a recuperare lentamente terreno, fino a trasformare le ultime miglia, col mare a tratti in burrasca, in un avvincente testa a testa. Il Puritan riuscì però a frapporsi tra l’avversario ed il traguardo e difese fino al termine l’esiguo vantaggio acquisito, precedendo la Genesta di meno di 2 minuti.

Malgrado la ruvidezza del confronto, la notevole prestazione della Genesta e la cavalleria del suo armatore fecero guadagnare ai britannici un livello di rispetto e cortesia non visti da tempo presso il pubblico americano, il che contribuì a stemperare il clima delle sfide che si produssero negli anni immediatamente a seguire. Lo stesso Sir Richard Sutton, prima di ripartire per il Regno Unito, venne nominato membro onorario del NYYC.

Il mio acquerello

La terza regata, decisiva, viene vinta da Puritan. La Coppa resta a New York.

Sulla scorta delle iconografie e secondo le descrizioni riportate dalla stampa d’epoca, ho ricostruito le fasi terminali dell’ultima regata, quando Puritan taglia  il traguardo tra il tripudio degli spettatori

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